I La Rua – Daniele Incicco (voce e chitarre), William D’Angelo (chitarre), Davide Fioravanti (pianoforte e tastiere), Nacor Fischetti (batteria), Matteo Grandoni (contrabbasso) e Alessandro Mariani (banjo)- lo scorso aprile, hanno presentato il loro album d’esordio, omonimo, autoprodotto e scritto a quattro mani sotto la direzione artistica di Dario Faini, autore, tra gli altri, di Marco Mengoni, Emma Marrone e del nuovo singolo di Luca Carboni
Quando è nata la vostra avventura musicale?
Il progetto potrebbe sembrare, a primo impatto, molto giovane. In realtà la sua nascita risale al “lontano” 2009, momento in cui incontriamo Dario Faini, autore Universal e con cui comincia una stretta collaborazione che lo porterà ad essere, attualmente, nostro produttore artistico
Il nome della band è legato alle vostre origini marchigiane: cos’è la “rua”?
Il termine “rua”, in senso stretto, indica una piccola via o strada, caratteristica del Piceno. Abbiamo scelto questo nome per portare con noi qualcosa che ricordasse anche il nostro background, il territorio in cui ognuno di noi è cresciuto. Spingendoci oltre, la “rua” è soprattutto una metafora: il luogo dove tutti noi, crescendo, abbiamo coltivato i nostri sogni e desideri, forgiandoci con le esperienze che ci hanno reso quel che siamo
Pare che in Italia siate i pionieri nel Nu Folk, genere che, nel resto d’Europa, va già forte. Che cos’è e quali sono gli artisti a cui vi ispirate?
Come hai già detto tu, è un genere già affermato in Europa:  il folk viene “sporcato” e attualizzato con le sonorità moderne e adattato anche a quelli che sono i canoni e alla struttura della canzone pop. Se siamo pionieri o meno, non lo sappiamo, né possiamo dirlo. Quel che possiamo dire è che ci siamo solo divertiti nello sperimentare con suoni e strumenti, ispirandoci a gruppi attuali nordici europei e americani come Arcade Fire, Lumineers, Of Monsters and Men, Mumford and Sons, ma anche artisti meno recenti come Bruce Springsteen Bob Dylan
Essendo in sei, come avviene la stesura dei testi e la composizione delle musiche delle vostre canzoni? Ciascuno di voi ha un ruolo specifico o tutto avviene in totale libertà, sull’onda dell’ispirazione?
Diciamo che il processo è abbastanza lungo! Solitamente ,ma non è una regola assoluta, la prima idea grezza viene “buttata giù” chitarra e voce da Daniele, per poi essere sviluppata da tutto il gruppo  in sala prove. Subito dopo, la prima idea di arrangiamento, invece, viene supervisionata dal nostro produttore Dario Faini che, insieme a Daniele, smussa e perfeziona il brano sia a livello di sonorità, sia fissandone, a livello autorale, la struttura e il testo
Il vostro è un album autoprodotto, segno, questo, che ci tenete parecchio alla vostra libertà d’espressione.
È una cosa di cui andiamo particolarmente fieri! Sicuramente si tratta di un percorso e di una strada molto faticosa sotto vari punti di vista perché non c’è nessuno dietro che ti copre le spalle o ti dice le giuste mosse da fare per andare a colpo sicuro. Ma questo “svantaggio” viene totalmente annullato dal fatto che non ci sono filtri tra noi e il pubblico che ascolta i nostri brani e viene ai nostri concerti. Niente intermediari nella volontà e modi di esprimerci con loro. Uno scambio diretto di energia che si dà e si riceve in tutto e per tutto
Come è nata la collaborazione con Dario Faini e in che modo ha valorizzato la vostra musica?
Come abbiamo già detto prima, a partire dall’incontro con lui è nato il progetto La Rua. Dario svolge un ruolo molto importante: in quanto nostro produttore artistico, dà un apporto fondamentale sia dal punto di vista sonoro che testuale, limando, valorizzando e facendo rendere al massimo le idee che noi della band gli proponiamo
 
Laura De Angelis
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