Qualche tempo fa, in occasione della loro festa di compleanno ho intervistato i Melissa Swam, giovane band siracusana con già alle spalle un Ep ed un album pubblicati con l’etichetta R(esisto). La band ha voglia di crescere sempre più e nasconde diversi sogni e progetti in un cassetto. In attesa di saperne di più sulle novità del loro prossimo lavoro, vi lascio a questa intervista per conoscerli meglio.
Ciao “Melissi” la vostra band si è formata 3 anni fa, raccontatevi un po’, come siete nati?
Walter – Io avevo precedentemente una band punk rock dove facevamo inediti con Andrea Paganucci, poi questa band si è sciolta dopo tre anni e con Alessandro abbiamo continuato a suonare qui in sala prove, così per divertimento, e poi è nata una cosa seria; abbiamo pensato di formare un gruppo semi acustico, senza chitarra elettrica, solo batteria, basso e chitarra acustica per fare delle cover dei Turin Brakes e band simili. Poi Andrea ha saputo della band e si è riavvicinato, è venuto alle prove e gli siamo piaciuti abbastanza e abbiamo deciso che lui sarebbe stato la nostra chitarra elettrica.
E avete deciso da subito di fare degli inediti?
Walter – No, all’inizio facevamo solo cover, tipo i Travis, Turin Brakes…
Salvo – Super classici diciamo, come Sweet Home Alabama”.
Walter – Sì infatti, ma anche roba più indie. Poi abbiamo visto che l’impegno c’era e abbiamo cominciato con gli inediti.
E quindi… A 3 anni di distanza, cosa è rimasto e cosa è cambiato dei Melissa?
Lorenzo – E’ cambiata la consapevolezza di quello che siamo, prima era più un gioco, ora ci crediamo di più. Per il resto è rimasto tutto uguale, suoniamo come sempre, con la differenza che sappiamo chi siamo, abbiamo più una nostra identità. Ora è una cosa più seria, con più passione, più impegno e criterio.
Parlatemi del vostro Ep Rimozione forzata… perché questo nome?
Salvo – Sì in realtà è un po’ una leggenda che poi non è una leggenda ma la realtà…Io e Lorenzo eravamo in macchina e dovevamo parcheggiare, per recarci in un posto. Avevamo una nostra serata all’antico mercato in Ortigia, se non erro. Parcheggiammo in una zona di rimozione, scendendo dalla macchina ci accorgemmo di questo cartello e appunto mi venne il lampo, dato che stavamo cercando il titolo per il nostro lavoro. Effettivamente è nata così, poi lo abbiamo proposto agli altri ed è piaciuto e da lì abbiamo costruito tutto il significato filosofico sopra…
Lorenzo – A Salvo piace dire sempre,” nel senso freudiano del termine”, ancora nessuno di noi sa che significa…
Salvo – No, ma poi in effetti ci siamo resi conto che le canzoni parlavano di dimenticare esperienze, e quindi poi ha acquistato la sua validità.
E invece la collaborazione con la (R)esisto quando è nata?
Lorenzo – Prima abbiamo registrato, poi abbiamo mandato le demo ad un bel po’ di etichette e la (R)esisto ci ha risposto e da lì è nata la collaborazione, prima con l’Ep e dopo con l’album.
E infatti proprio nel novembre del 2014, la (R)esisto pubblica il vostro primo album, “Il mio reato”. . .
Salvo – Il mio reato intanto è il titolo di una track all’interno, e questo brano parla della diversità in generale, diversità che può esprimere diverse interpretazioni, ma nel significato di Andrea che è l’autore della canzone, esprime la diversità tra due persone che stanno insieme. “Che reato è la diversità”, è inteso in una coppia nel senso che, se siamo diversi in una coppia, insomma, ben venga. Però effettivamente sentendo la canzone dall’esterno si coglie un significato più generale della diversità.
E quindi, la diversità pare che sia una tematica ben presente nell’album…
Salvo – Sì sicuramente
Lorenzo – Anche come diversità artistica, per quanto riguarda noi, nel senso che ci sentiamo diversi rispetto a molte band.
Salvo – Sì, diversità anche come non omologazione…ma anche una diversità sessuale. Cioè insomma chi la vuole intendere la intenda come vuole, il diverso è bello!
Lorenzo – Non è bello ciò che è bello, è bello ciò che è diverso…lanciamo questo slogan!
Le influenze musicali dell’album quali sono state, se ci sono state…
Lorenzo – Mah, ti posso dire quelle a cui ci hanno paragonato. Ci hanno detto un po’ di avere un’influenza british pop, tipo Radiohead. Di italiani, ci rispecchiano un po’ “La fame di Camilla”, con questi testi un po’ edulcorati, filosofici, un po’ impegnati.
Salvo – Queste sono quelle che emergono dall’album, poi ognuno di noi ha ovviamente influenze diverse. Pensa che a volte faccio un po’ fatica a comunicare con loro perché abbiamo proprio elementi di derivazione diversa.
Però diciamo che è una caratteristica che aiuta nella creatività…
Salvo – Sì infatti, diciamo che c’è sempre quella spinta cantautorale da una parte, pop/rock dall’altra, poi si media il tutto e cerchiamo di far venire fuori qualcosa che sia orecchiabile e ricercato allo stesso tempo.
Nel processo creativo quindi, come vi organizzate? E’ difficile mettervi d’accordo?
Salvo – Non ci sono regole, siamo molto liberi. Vengono accolte un po’ le idee di tutti quando si ha del materiale da far sentire, da leggere. Poi diciamo che in alcuni casi si uniscono le varie ispirazioni, se una idea è coerente con un’altra, la si mette insieme e si valuta in sala prove se può uscire un bel pezzo.
Lorenzo – Musicalmente parlando non è molto difficile metterci d’accordo, in genere io Salvo e Andrea ci occupiamo dei testi, mentre Walter e Alessandro si occupano dell’arrangiamento iniziale.
Salvo – Un segreto è anche l’essere molto onesti l’uno con l’altro, se una cosa non piace magari aspettiamo un po’, ma alla fine siamo onesti e lo diciamo.
Una mattina ho visto a Catania il mimo, quello presente nel video di Nuvole, come è nata l’idea, è un vostro amico?
Salvo – Stavamo già girando il video, non era messo in conto. Pensavamo di fare delle riprese in diversa sede da poi montare insieme e abbiamo visto questo artista di strada in piazza Minerva e abbiamo chiesto giustamente il permesso. L’idea inizialmente era solo quella dei post it che si vedono, poi il resto è venuto strada facendo…
Altro video, quello di “Taxi” che è anche il primo singolo estratto dell’album Il mio reato. Il brano ruota intorno ai sentimenti di tradimento e fedeltà…no?
Salvo – Diciamo che quella tra tradimento e fedeltà potrebbe essere una delle interpretazioni…
(Dal pubblico intervengono degli spettatori… suggerendo che il video è tra passato e presente, che parla della differenza tra la Lei di prima e la Lei di dopo).
Salvo – Sì, ma in ogni caso si parla sempre di tradimento, di questa storia che non si capisce se è finita.
( Parte un interessante dibattito, c’è chi dice che lui ricorda lei, ma lei è un’altra).
Salvo – Comunque diciamo che è uno dei criteri dei Melissa Swam non riuscire a spiegare i nostri testi, spesso non abbiamo neanche noi l’idea di cosa scriviamo… (ridono).
Mancate di un tastierista. . . è una scelta?
Lorenzo – Non ci manca per niente!
Salvo – Io non mi esprimo, cioè loro non lo vogliono ammettere ma secondo me arriverà.
Walter – Sì ecco diciamo che non è una nostra esigenza, magari in fase di registrazione ci penseremo, ma stiamo bene così.
Salvo – Secondo me arriverà il momento che farai l’intervista a sei persone! O al massimo inizio a studiare pianoforte io! (ride).
Esperienze live che portate nel cuore…
Lorenzo – Bhe guarda, quando abbiamo suonato a San Siro era… ( ridono tutti).
Salvo – Era vuoto!
Lorenzo – Vabbè, facciamo parlare Salvo giusto per metterlo in difficoltà perché ha meno memoria.
Salvo – Sì diciamo che dimentico, perché vivo i live in maniera particolare. Nel senso che sono una gran fatica, investo tanto a livello di energie, e poi tendo un po’ a dimenticarli. Però ovviamente è piacevolissimo ciò che resta.
Walter – Io ricordo soprattutto quello di Melilli, quando abbiamo suonato per la festa di S. Sebastiano. Siamo saliti sul palco e c’erano veramente tante persone…è stato bello davvero!
Salvo – Io ricordo un live/non live, nel senso che fu una serata un po’ flop. Non avevano organizzato bene, la gente non è arrivata, ma noi avendo montato gli strumenti abbiamo cominciato a suonare.
Lorenzo – Io ricordo bene anche il live al Giufà, un posto molto tranquillo, ed è stata la prima volta che abbiamo suonato “Melissa” in un locale. Per il resto l’esperienza di suonare in Emilia Romagna è stata molto gratificante per noi in quanto artisti e persone, suonare in due città in provincia di Ferrara ti fa capire come sia vissuta la musica sopra. Accoglienza, ospitalità e gentilezza hanno contraddistinto il nostro soggiorno a Ferrara, è stato davvero bello poter vedere come la musica live venga valorizzata fuori dalla nostra Sicilia. Siamo partiti a Dicembre facendo scalo a Bologna ed abbiamo vissuto come delle vere band, dormendo dentro un pub, mangiando cappelletti e sorbendoci la famosa nebbia!
Il vostro brano preferito tra quelli che avete composto?
Lorenzo – Quello che dobbiamo ancora fare!…A parte gli scherzi, forse Nuvole!
Walter – Da parte mia tutti!
Salvo – A me piace molto cantare Melissa, anche perché mi piace molto come scrive il nostro chitarrista Alessandro; tra l’altro, mi sono anche battuto perché avrei voluto che la cantasse lui visto che sa anche cantare, ma non so, è timido, si nasconde.
Siracusa nell’immaginario, non avete mai pensato ad un brano da dedicare alla vostra città? Un po’ come fanno molti artisti…
Lorenzo – “Cambio forma” parla un po’ di Siracusa
Salvo – Se mi stai chiedendo se un giorno citeremo Siracusa in un nostro brano, no!
Invece adesso so che state lavorando ad un nuovo album, cosa potete svelarmi? Continuità e innovazioni nel sound?
Salvo – Eh bella domanda, ancora non lo sappiamo bene neanche noi! Il nostro obiettivo è quello di cambiare completamente. Magari manterremo una continuità a livello di testi. Ci sforzeremo di fare diversamente.
Sogni nel cassetto! Con chi vi piacerebbe collaborare?
Lorenzo – Questa è una bella domanda… un pezzo con gli Alt J!
Walter – Andrea Appino! Anche perché non posso dirti che vorrei collaborare con gli Oasis, non si può fare!
Salvo – A me piacerebbe cantare insieme al trio Fabi Silvestri Gazzè, sarebbe una cosa fantastica!
Comunque non mi avete svelato nessuna anteprima…
Lorenzo – In realtà abbiamo registrato “Melissa”, pensiamo di fare un video clip e vediamo di capire cosa fare veramente da “Melissa” in poi. Parleremo pure delle cugine di “Melissa”…
Salvo – Abbiamo delle canzoni che non abbiamo ancora inciso, e non sappiamo ancora che strategia utilizzare, c’è troppa carne al fuoco, non manca!
Simona Bascetta
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