Allegro, estivo, frizzante, danzereccio ma anche critico e serio nei confronti di tematiche sociali. Così si presenta il disco “Piano terra” degli Inna Cantina Sound. Ma procediamo per gradi e scopriamo di cosa e di chi stiamo parlando. Gli Inna Cantina Sound sono nati in un’umida cantina romana spinti dall’ amore per il reggae ma anche da influenze diverse, dal jazz al rap fino all’elettronica. “Piano terra” è il loro secondo lavoro ed è stato prodotto da Piotta.
Il disco si apre con “Su le gambe”, una premessa di quello che ci aspetta, della loro musica tutta da ballare saltellando e appunto alzando le gambe. Non manca la nota critica contro il business della musica a favore di un percorso musicale che parte dal basso, magari da una cantina o da una sala prove improvvisata.
La coinvolgente “In the garden” apre le danze della dance hall immaginaria che l’ascolto crea. Un inno alla natura contro la realtà urbana. ”In the garden you can find the way everytime everyday…” recita il testo, che ci invita a godere del sole e della natura.
Una nota elettronica ci presenta  “Controllo elettronico”, una traccia che parla del conformarsi agli stereotipi con cui la società di oggi ci bombarda. L’alta criticità del testo è smorzata dal ritmo coinvolgente. E ancora l’immigrazione-integrazione, la precarietà, il tutto cantato a suon di reggae.
Sweet Smile” presentata dai fiati ci porta su un terreno esotico. Introdotta da un cantato in inglese ci parla del dolce sorriso di una ragazza. È quella canzone che fa calare un velo di romanticismo nella pista della dance hall.
Il ritmo de “L’idea del giorno” si insinua subito nelle mente e la cosa mi spinge a fare replay più volte sulla traccia, potrebbe essere un bel tormentone. A cantare del blocco dello scrittore alla ricerca di un’idea è Brusco insieme agli Inna Cantina Sound.
Ricopro chilometri” parla del problema dell’ essere pendolari e quindi di subire ritardi, intemperie atmosferiche e inefficienza dei trasporti.
Altra importante collaborazione la troviamo in “Nivea”, quella con Piotta. É la descrizione di una giornata al mare sotto il sole, ci si brucia e poi si ha bisogno di una crema che allevi la scottatura, la Nivea. Saranno mica stati pagati dalla casa cosmetica?! Ma anche no! Loro raccontano che il pezzo è nato per scherzo durante un falò estivo e alcolico. Intanto il ritmo finale coinvolgente mi ha rapita e non riesco a non ballare!
Il sound dub domina in “Son of the Jungle” alternato al cantato molto serrato. La vita è vista come una jungla, tra predatori e pericoli vari ci si chiede chi sopravvivrà.
Torna la nota più dolce e scanzonata insieme alla lingua inglese con “Mr Eyes”. La voce maschile è quella di Virtus.
Fuori c’è il sole” riempie di allegria e positività. Così come dopo un temporale rispunta tra le nuvole il sole, dopo un periodo difficile tutto può volgere al meglio. Nel brano troviamo come ospite d’eccezione Adriano Bono, ex voce delle Radici nel Cemento.
L’album si chiude con un pizzico di malinconica sulle note di “My home”.
Piano terra” è un album piacevolissimo da ascoltare. Mescola al suo interno sound e ritmi differenti creando nella mente atmosfere estive tutte da ballare.
 
Federica Monello
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