Continua la programmazione di Parco Tittoni (via Lampugnani 66 – Desio – Monza Brianza – dal lunedì al sabato a partire dalle 19.30 e la domenica dalle 16.00), festival di dimensioni colossali, se pensate che prevede una programmazione di ben 100 giorni di spettacoli, con una varietà d’offerta invidiabile e ben studiata, in modo da poter accontentare tutti i tipi di pubblico, compresi i più piccoli.
Ho avuto modo di parlare con Marco De Marco, responsabile comunicazione di Mondovisione, società che organizza l’evento.
Ci parli dell’importanza e dell’unicità del vostro festival e della sua location?
La peculiarità del Parco Tittoni è che è in un posto molto bello. Quest’anno abbiamo voluto concentrarci molto sul fatto che il nostro festival fosse nel giardino di una villa del ‘700, bellissima, ed abbiamo pensato di utilizzare questo hashtag che è #belloda, che abbiamo inserito nei nostri comunicati, nella nostra comunicazione, e che racconta tutto quello che è bello a Parco Tittoni, quindi bello da guardare, bello da starci, bello da passare una serata insieme, ecc. ecc. Abbiamo cercato di creare un allestimento della location che fosse il più possibile riconducibile a questo piacere di stare lì a passare del tempo. Questo è un po’ il nostro leitmotiv.
Come avete selezionato gli artisti che si esibiranno durante le varie serate del festival?
Tieni presente che il lavoro di costruzione del festival parte da lontano. Dalla fine dell’anno scorso, da ottobre 2014, si è cominciato a ragionare su come sarebbe dovuto essere il festival di quest’anno. Tieni presente che sono 100 giorni, una rassegna molto lunga che è partita il 27 maggio e terminerà il 5 settembre. Abbiamo scelto con il criterio di creare una proposta che rappresentasse una dinamica di interesse. Cose più pop, altre meno pop e più raffinate. Cose legate alla musica ad alto volume ed altre cose dedicate alla musica di ascolto, di qualità. Abbiamo mixato la proposta in modo che chi viene al Parco Tittoni ogni sera, possa trovare qualcosa di diverso, che sia di proprio gusto sempre.
Chi ha collaborato con voi alla realizzazione dell’evento?
Parco Tittoni nasce da una serie di soggetti che si mettono attorno ad un tavolo e pensano a come costruire l’evento. In primis la cooperativa Mondovisione, che è la titolare del progetto, di Cantù; lo spazio è del Comune di Desio, quindi ha un ruolo importante anche il Comune di Desio; poi c’è Arci Tambourine, che è il nostro socio principale, che ci aiuta nella gestione logistica, nei bar, nella direzione artistica; Via Audio che è un altro soggetto che collabora con noi ed infine quest’anno molti concerti li abbiamo organizzati insieme a Shining Production, che è un’altra agenzia con la quale collaboriamo da un po’ di tempo e sono molto bravi. Quindi tutte queste teste insieme ragionano sul da farsi; dopo aver visto un po’ l’evolvere dei concerti in zona, si cerca di creare la situazione migliore possibile per il pubblico.
Ci sono tante attività collaterali, quale vi sta più a cuore?
Sicuramente, a cuore, tutte. Ci piace molto che ci sia il cinema all’aperto il lunedì, ci piace molto che ci siano gli spettacoli teatrali il giovedì, così come ci piace molto che ci siano le attività per le famiglie, i bambini, i laboratori, piuttosto che i piccoli spettacoli, la domenica pomeriggio. Queste attività secondo noi danno un po’ il nostro senso di essere in quello spazio, perchè il Parco Tittoni non è un evento musicale che si sviluppa in un prato alla periferia di non so quale posto, ma è al centro di una città e per noi la cosa molto importante e veramente centrale è di essere un valore per la città, quindi offrire oltre ai concerti che ci piacciono, ai djset, ai palchi, ecc., qualcosa per la città e ci sembrava che il modo migliore per farlo, fosse di presentare un’offerta variegata e rivolta a tanti pubblici diversi e di essere un punto di riferimento per la città di Desio. 
In Italia cosa significa organizzare un Festival che prevede 100 giorni di intrattenimento? Che tipo di difficoltà incontrate? Cosa si potrebbe risolvere?
Noi siamo alla quarta edizione e veniamo da esperienze precedenti di festival più piccoli, ecc. Diciamo che una volta che hai compreso quali sono i vincoli burocratici, economici, legati alla realizzazione di un evento di questo genere, è solo una questione di programmazione, no? E’ molto importante fare un business plan sensato. Quando pensi ad un festival di queste dimensioni, tutto deve avere un suo senso e deve essere sostenibile, quindi questa è la cosa che ci guida nella realizzazione dell’evento.
Qual è l’evento che siete più orgogliosi di ospitare?
Ce ne sono tante di serate. Quest’anno ospitiamo degli artisti che ci piacciono molto come 99 Posse, Claudio Coccoluto, Giovanni Lindo Ferretti, Marlene Kuntz, Bandabardò, Cristina D’avena. Tutte cose che ci piacciono molto. Quello che posso dirti è che quando una serata funziona, cioè il pubblico viene ed è contento e ascolta un bel concerto, tutta la location gira a dovere,quindi non ci sono intoppi, per noi è sempre una grande soddisfazione, perchè è una macchina abbastanza complicata da far girare, quindi quando le cose vanno come devono andare è un piacere e grazie a Dio succede quasi sempre.
Tenete d’occhio la nostra fanpage di facebook, perchè vi terremo costantemente aggiornati sulla programmazione del festival.
Egle Taccia
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