Abbiamo fatto una chiacchierata con Manuel Rinaldi, cantautore di Reggio Emilia che in queste settimane è uscito con il nuovo disco 10 minuti, in cui rock e cantautorato si fondono gradevolmente.
Ha una passione,  fin da piccolo, per Vasco Rossi, ha vissuto in Inghilterra e vorrebbe partecipare al Festival di Sanremo senza regole e schemi preimpostati.
 
Potresti spiegarci il significato che dai a “10 minuti”, il tuo nuovo album?
“10 minuti” è il tempo minimo, necessario e vitale che chiunque nella vita si deve ritagliare costantemente per fare quello che vuole. Per fare quello che in quel preciso momento è importante per lui. Possono essere 10 minuti per fare qualsiasi cosa, anche per “girare una domanda immorale” a qualcuno lassù che mi spieghi da dove arriva tutto questo “casino” chiamato vita.
Sei un artista della provincia di Reggio Emilia. La tua regione, l’Emilia Romagna, ha dato i natali a due artisti tra i più influenti nel mondo della musica italiana, Vasco Rossi e Ligabue. Quanto sono importanti questi due personaggi per la tua formazione musicale?
Sono 2 grandi della musica italiana e questo va riconosciuto. Tuttavia chi ha segnato il mio percorso artistico e influenzato maggiormente è stato sicuramente Vasco. Lui è riuscito a entrarmi dentro fin da piccolo, con i suoi dischi sfacciati e veri. Mi ha lasciato folgorato e attaccato così tanto dal suo modo di scrivere e interpretare le sue canzoni che tutt’oggi porto ancora dentro di me moltissime delle sue opere.
Hai vissuto per diverso tempo in Inghilterra, a Brighton. Cosa ti ha lasciato quell’esperienza?
La voglia di fare quello che vuoi tu. La libertà di essere quello che sei e di esprimere quello che senti senza barriere e senza paure dei giudizi. In Italia siamo ancora molto lontani su questo aspetto.
Ti piacerebbe partecipare ad un Talent show?
Assolutamente no, sono l’anti-cultura musicale.
Fabio Ferraboschi dei “Rio” è il produttore artistico dell’album. Come descriveresti la tua esperienza nel lavorare insieme a lui?
Fasbio “Bronski” è un Artista e un Uomo a cui devo molto. Ha una cultura musicale incredibile, è musicista, autore, scrittore e produttore, quindi lavorare e confrontarsi con lui ti fa crescere sotto diversi aspetti. È uno che fa quello che dice (questo è un lato non così scontato al giorno d’oggi da trovare nelle persone che troppo spesso parlano parlano e fanno poco). Ho trovato una collaborazione che cercavo da molto tempo e spero possa continuare anche in seguito.
Nel 2007, a seguito di una collaborazione con Gianni Bella, riesci ad entrare all’Accademia di Sanremo. E’ tra i tuoi obiettivi professionali salire sul palco dell’Ariston?
Il palco dell’Ariston è uno degli eventi annuali Italiani più importanti, tant’è che per tutto il mese che comprende la settimana dell’evento non si parla d’altro, sembra che il mondo si fermi. È un evento mediatico importantissimo che ti fornisce una visibilità immensa. Tuttavia lo reputo ancora un po’ troppo “vecchio” ma, se riuscissi a partecipare alla “mia maniera” senza vincoli o schemi preconfezionati, perché no?
Fabrizio De Angelis
 
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