Abbiamo intervistato i Dada Circus, band di Tivoli che spazia dal rock al funky, passando per il flamenco, generando una vera e propria polifonia trascinante. Il loro disco d’esordio, “Lato del cerchio“, racconta proprio questa dimensione policromatica della musica, sfruttando la dimensione romantica della provincia come luogo in cui avviene la festa.

Lato del cerchio è il disco d’esordio dei Dada Circus. A cosa si riferisce il titolo di questo primo lavoro?

Ci piaceva la suggestione creata dall’ossimoro “Lato del cerchio”. Nel disco vengono raccontate le storie di un personaggio che, proprio perché appartiene alla dimensione umana, ha pensieri quadrati e pensieri circolari. Storie in accordi minori e storie spensierate. Il paradosso suggerito dal nome dell’album va a giustificare l’ eterogeneità dei brani.

Nel disco convivono diversi stili, anche all’interno delle stesse singole canzoni. Si va dal funky al folk, dallo ska al flamenco, il tutto inserito dentro la cornice del rock. E’ stato difficile amalgamare questi generi differenti?

È stato difficile non amalgamarli. Siamo in sei, ognuno di noi sei porta il proprio bagaglio musicale e si crea questa “miscelanza” di colori. Non è troppo complicato, diciamo solo che a volte i brani risultano stravaganti.

Le vostre canzoni raccontano la provincia. Che rapporto avete voi con la parte più periferica ma forse più romantica del paese?

Le nostre canzoni non raccontano solo la provincia: viviamo in provincia, mangiamo in provincia. Ma saremmo stati periferici e romantici anche al centro di New York.

C’è un artista con cui vi piacerebbe collaborare?

Per ora cerchiamo di fare da soli, o meglio, cerchiamo di “collaborarci”.

Quello che mi ha colpito personalmente è l’utilizzo della tromba, suonata da Simone Arcangeli (così come il filicorno), soprattutto perché messa in evidenza e non spostata sul tessuto di sfondo dei brani. Perché avete deciso di dare questa importanza alla tromba?

Nel Dada Circus ci sono anche due chitarre, ma non ce n’è una seconda, questo perché siamo tutti un sesto di sei, ognuno di noi è una voce. La tromba è protagonista, come il rullante.

Qual è la vostra opinione in merito ai Talent show?

I Talent non ci riguardano, non siamo quel tipo di talento. Abbiamo una concezione della musica, come dell’arte, molto diversa. Nel Dada Circus nulla viene interpretato, è tutto scritto da noi, dalla nostra creatività, senza servire nessuno, nemmeno noi stessi. I Talent non ci riguardano, quindi potrebbero benissimo non esistere.

Fabrizio De Angelis

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