Abbiamo intervistato i Fucina 28, band pisana nata nel 2011 e composta da Pietro Giamattei alla voce, chitarra elettrica, testi e arrangiamenti, Ornella Varvaro al basso elettrico, Riccardo Di Paola alla batteria.
Il loro primo disco E’ arrivato il tempo ha avuto un buon riscontro soprattutto per la critica. In queste settimane è uscito il secondo album, La pace dei sensi – Il nulla, che è stato registrato in presa diretta nel cuore dei campi di Lari. Il loro nome si ispira alla bottega del fabbro dove viene fabbricato e lavorato il ferro. Invece loro fabbricano rock, di ispirazione indie. E finanziano il loro lavoro con il foundraising.
Potreste spiegare cosa significa il nome Fucina 28?
La Fucina è il fornello su cui si arroventa il ferro, per poi dargli forma sull’incudine. In senso più ampio è la bottega del fabbro, un luogo in cui si fondono i metalli per creare cose nuove, e per noi questa bottega è stata al civico 28 dove sono nati i primi pezzi che hanno dato vita al nostro primo disco. 
E’ arrivato il tempo, il vostro primo album uscito nel dicembre 2012, ha riscosso un buon apprezzamento dalla critica musicale. Cosa si deve aspettare il pubblico dal vostro secondo lavoro La pace dei sensi – Il nulla ?
Ognuno prova sensazioni diverse nell’ascolto di un disco, noi speriamo che il pubblico riesca a percepire tutte le sfumature che abbiamo dato a questo secondo lavoro. Sicuramente ci sono delle grosse differenze tra i due dischi, quella principale è la modalità di registrazione, “La pace dei sensi – il nulla” è stato registrato in presa diretta nel cuore dei campi di Lari nel Funambulo studio di Andrea Salvadori, lo abbiamo inciso tutti insieme nella stessa stanza dall’inizio alla fine, a noi piace molto definirlo “un disco sudato e che fa sudare”, una ventata d’aria fresca, speriamo che lo sia anche per voi.
Avete pensato al foundraising per finanziare una parte del disco. Anche altri artisti italiani hanno cominciato ad usare questo metodo di finanziamento. Pensate possa essere realmente una buona strada da battere, specie per gli emergenti?
Sicuramente il foundraising è stato molto utile al fine del nostro lavoro, è una buona strada da battere sopratutto per gli emergenti. Oltre alla raccolta fondi che può essere essenziale per l’incisione di un disco, la creazione di un video e/o documentario, è anche un ottimo strumento per farsi conoscere, le varie piattaforme di foundrasing tendono a parlare molto e a pubblicizzare le band che hanno più successo nelle loro campagne promozionali.
Cosa pensate di Andrea Salvatori, il produttore e direttore artistico del disco, nonchè musicista e compositore tra i più apprezzati nel panorama musicale italiano?
C’è una descrizione che ha dato Pietro Giamattei e che noi tutti condividiamo: “Andrea Salvadori è una delle poche persone sane che ho conosciuto nel mondo della musica, uno che sa fare e sa dire ma soprattutto sa ascoltare , un artista capace di tirare fuori il bello dal brutto evidenziando ciò che c’è di buono. E’ uno che mi ha saputo ascoltare, mi ha fatto parlare e dire la mia conquistando la mia fiducia con due parole e pochi sguardi.”
Abbiamo avuto la fortuna di incontrare e di collaborare con una splendida persona che ci ha saputo dare gli spunti giusti per la riuscita di questo lavoro curando molto anche la fase della pre-produzione. Andrea Salvadori è sopratutto un nostro amico, una persona che stimiamo.
C’è una band in particolare a cui vi ispirate?
Fondamentalmente no, ognuno di noi ha gusti ed influenze diverse, ma non abbiamo mai preso spunto da nessuno. Più che ad una band ci ispiriamo ed abbiamo influenze indie, cantautorali e rock più appartenenti agli anni ’90.
Vi piacerebbe partecipare ad un Talent show?
Non siamo amanti dei talent come telespettatori e di conseguenza non ci è mai passato per la testa di provare a partecipare. Come magari può emergere da alcuni dei nostri testi amiamo suonare, amiamo viaggiare per suonare e viceversa, conoscere luoghi e nuove culture, amiamo riflettere e farci ispirare da tutto ciò che ci circonda, sempre alla ricerca della pace dei sensi.
Fabrizio De Angelis
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