Quella del Concertone di quest’anno si preannunciava un’edizione nuova, non solo per il cambio di produzione, ma, soprattutto, per le scelte artistiche fatte da iCompany e Ruvido sia nella scelta degli artisti da far esibire sul palco sia nell’ordine delle esibizioni in scaletta.
 
Già dai giorni precedenti al concerto vero e proprio, si respirava un’aria bella e collaborativa tra gli artisti, gli organizzatori e tutti quelli che hanno lavorato per rendere l’evento una bella festa; più di qualcuno ci ha confessato di aver apprezzato molto il grande rispetto reciproco e l’umiltà con cui tutti stavano approcciandosi a questa edizione del concertone.
La scelta di mescolare nomi importanti e nuovi già dal pomeriggio è stata spiegata così da Bonelli, di iCompany “Abbiamo voluto dare importanza a tutto l’evento e trasformare il Concertone in una serata continua: il prime time non è più importante della sezione pomeridiana. In questo modo rispettiamo il pubblico che si accalca in piazza dalle 15:00.”.
 
Riguardo ai nomi saliti sul palco romano, quest’anno era palese la volontà di dare spazio a tutti, anche -e soprattutto- a chi non ha spazio all’interno del mainstream ma che porta avanti progetti di grande qualità; in particolare hanno colpito le esibizioni dei tre finalisti del contest 1M Next. Come ci raccontavano i giurati Dario Zigiotto e Chiara Di Giambattista “Sono arrivati tantissimi artisti già pronti, è stato difficile decidere chi far passare, tra i tre finalisti c’erano pochissimi punti di differenza”.
Proprio ieri sono stati annunciati i vincitori del 1M Next: tra i tre finalisti (Bamboo, Nigga Radio e La Rua) hanno vinto i La Rua che hanno portato sul palco il brano “Non ho la tristezza”.
Tra gli artisti indipendenti e fuori dalle dinamiche del mainstream Ghemon, Dellera,i Tinturia, i KuTso (e, per favore, pronunciate “catso” non “cutso” come ci ha ricordato Luca Amendola, bassista del gruppo), Levante sul palco romano per il secondo anno consecutivo e che, con la sua “Alfonso” ha fatto cantare la maggior parte dei giornalisti in area stampa, Lo Stato Sociale, il gruppo che si è esposto di più: i ragazzi bolognesi, infatti, hanno iniziato la loro esibizione vestiti in tute nere da uomo invisibile per non essere identificabili e oscuri “come le forze dell’ordine, come le ragioni per cui si devono fare a tutti i costi il MUOS e la TAV, come le migliaia di migranti che cercano salvezza”, ma ancora riconoscimento di diritti anche alle coppie omosessuali (con il bacio tra Lodo e Albi) e solidarietà ai lavoratori dell’Ilva di Taranto.
 
Tra i duetti, sicuramente quello tra Daniele Ronda e Folkclub e James Senese e Napoli Centrale sono quelli che hanno entusiasmato di più il pubblico, e che, come ci ha spiegato Daniele Ronda in un video che trovate sulla nostra fanpage, hanno voluto rispondere e omaggiare la diversità “che è in assoluto sempre qualcosa di positivo”.
 
Un primo maggio, insomma, che sa da dove arriva ma che non ha paura di cercare delle strade nuove e non battute.
Giorgia Molinari
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