Ho incontrato Pacifico, che in questo periodo è a lavoro su un mini-tour acustico e su un nuovo disco di inediti. Inoltre, proprio oggi, 23 aprile, sarà la giornata del libro e del diritto d’autore, occasione in cui, tramite l’iniziativa #ioleggoperchè, il cantautore sarà protagonista del brano Le storie che non conosci, colonna sonora della manifestazione,  insieme a Samuele Bersani e con la partecipazione straordinaria di Francesco Guccini, che rompe il silenzio e torna eccezionalmente a cantare proprio a sostegno della campagna a favore della lettura.
Ecco l’intervista a Pacifico!
Mi racconti com’è nata la collaborazione con Samuele Bersani ed il ft. con Guccini per questo brano?
E’ stato un invito di Samuele a tutti e due, perchè Samuele aveva ricevuto a sua volta un invito dall’associazione italiana editori per questa iniziativa di Io leggo perchè e volevano un brano inedito. Samuele con cui ho fatto diverse cose e da anni ormai siamo diventati amici al di là delle canzoni, ci sentiamo e ci vediamo anche solo per divertimento e amicizia, mi ha chiesto se potevamo scrivere insieme. Io sto a Parigi, quindi abbiamo fatto una lunga lavorazione a distanza. Sono tornato un paio di volte a Milano ed abbiamo lavorato molto su questa canzone, sul testo, continuando a rifinirlo e poi Samuele, avendo questo rapporto di amicizia e di stima con Guccini, l’ha invitato e lui ci ha fatto questo regalo, visto che si è ritirato e non vuole più cantare, ma ha fatto un’eccezione per questa partecipazione.
Tu leggi molto?
Io leggo tanto. Ho cominciato a leggere tardi. (Ride) Ho imparato l’alfabeto come tutti eh, però per il piacere di farlo ho iniziato tardi. Ho incontrato qualche persona che leggeva molto, ho letto qualche libro che mi ha incoraggiato, perchè può esserci una sorta di soggezione alla lettura se non hai una formazione intellettuale e se non vieni da una famiglia per cui leggere è abituale o naturale. Ho trovato la mia strada e da lì è diventata una necessità. Poi si è aggiunta la scrittura e così adesso vivo in un mondo di parole. 
Un libro che ci consiglieresti?
In questo momento sto leggendo cose veramente disparate. Però adesso ho tra le mani qualcosa di diverso. Sai che è diventato un genere letterario anche il fumetto e la graphic novel… Credo che il nome del libro in italiano sia Lo scontro quotidiano, un libro che in Francia è un fumetto leggendario. E’ uscito in edizione integrale da qualche mese; come ti dicevo leggendario, stupendo e pieno di spunti. Non mi era mai successo di commuovermi per un fumetto e questa è stata la prima volta che è capitato.
Spesso si riferiscono a te come uno dei migliori autori italiani. Che effetto ti fa?
Mi fa piacere, ma ancora io mi riferisco ad altri come modelli. Cerco di fare tutte e due le cose, sia l’autore che l’interprete, perchè quando scrivo per me ho imparato molto dalle canzoni e collaborazioni con gli altri artisti, confrontandomi con tanti generi diversi e tanti modi di dire le cose in maniera diversa; quando scrivo per altri invece, il fatto di sperimentare per me, mi ha dato degli strumenti che facendo solo l’autore puro forse non avrei, quindi sono contento se alcune canzoni che scrivo arrivano a tanti e sono ben fatte.
Qual è il ruolo in cui ti trovi meglio?
Come ti ho detto sono complementari. Quando faccio tanto uno dei due, mi manca l’altro. Adesso sto facendo tantissimo l’autore, però mi sono dato una scadenza a breve per dedicarmi al disco nuovo, perchè mi manca la scrittura; così come quando insisto tanto su di me, dopo è un po’ soffocante e non vedo l’ora che arrivi qualche nuovo artista con cui collaborare. Per cui si alimentano a vicenda, adesso ancora un mesetto di lavoro per altri e dopo spero di concentrarmi sul nuovo disco che vorrei finire entro l’anno.
Stai infatti scrivendo i brani del tuo nuovo album e preparando un tour. Puoi darci qualche anticipazione?
Farò qualche data d’estate in una formazione ridottissima, addirittura da solo e saranno un po’ come delle conversazioni accompagnate dai miei brani o brani di altri, questo per il piacere di stare sul palco in qualche occasione mirata. Sto facendo il nuovo disco a Parigi nel mio studiolo, circondato dai miei strumenti e credo che lo finirò alla fine dell’anno. Sono a lavoro insomma.
Come ti trovi in Francia?
Sono un po’ sospeso perchè continuo a lavorare molto in Italia, anche se ho cominciato a lavorare anche in Francia come autore. Mi trovo bene!!! Parigi in particolare è un po’ a parte rispetto al resto della Francia. E’ una metropoli caotica e molto dura, poi arrivano delle giornate di sole e ti conquista. Ci sono ogni giorno degli stimoli culturali, ancora la cultura non è una cosa screditata o di nicchia e trascurata. E’ strano vivere in un Paese in cui c’è ancora questo rispetto, visto che in Italia per ragioni economiche, l’abbiamo un po’ persa di vista. Parigi è un posto in cui un artista può trovare molti spunti. Tutti gli artisti se si allontanano un po’ dal proprio Paese di tanto in tanto, possono trovare degli spunti nuovi. 
Hai lavorato alla scrittura del nuovo album di Malika Ayane. Come ti sei trovato a confrontarti con lei?
Siamo proprio amici. Lei è arrivata con le idee molto chiare. Non faccio l’autore puro con lei, perchè lei arriva già con dei pensieri. La conosco bene e già so che tipo di testi vuole. Sai, l’artista vuole scrivere in un modo e l’autore ha due possibilità: o crea un testo in cui un artista entra come in un abito, oppure devi capire quali sono le cose che gli servono e lo aiuti. Con Malika è più un’attività di sostegno. Abbiamo lavorato anche a Parigi, poi ci siamo trovati in giro per l’Italia, tra Genova e Milano, poi a Berlino. Abbiamo fatto un lavoro andato avanti mesi, sono molto contento, perchè le ho dato una mano, ma ho anche imparato delle cose. 
Egle Taccia
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