Abbiamo intervistato Giorgio Carbone e Toti Bella, ovvero i Basse Frequenze, un power duo catanese nato nel 2014 che è stato protagonista di un’attività live di successo. Le tappe più importanti sono state le aperture dei concerti a Catania degli Zen Circus e Radio Moscow. In attesa di un album completo, suonano dal vivo i brani di “Start”, Ep uscito ad Ottobre 2014, in cui blues e rock americano si contaminano in un suono grezzo e raffinato allo stesso tempo.

Iniziamo dal nome: perché Basse Frequenze?

Le frequenze da “pugno allo stomaco” durante i concerti sono quelle basse,  ci piace pensare che la nostra musica possa fare lo stesso effetto a chi l’ascolta. Secondo noi suona bene e sì, è anche un po’ una provocazione.
In poco più di un anno siete passati dalla sala prove ad aprire i concerti catanesi degli Zen Circus e Radio Moscow. Vi aspettavate questa buona partenza?
Decisamente no. Tutto è cominciato da un esperimento fatto senza preoccuparsi del risultato, dalla voglia di suonare insieme e creare qualcosa di nostro. Abbiamo subito trovato sintonia, ma non ci aspettavamo nulla in realtà.
Quello che apprezzano realmente di Basse Frequenze è il sound molto potente, a volte un po’ grezzo ma allo stesso tempo ricercato. C’è stato più studio o improvvisazione artistica in questo?
Crediamo siano presenti entrambe le cose. Sicuramente il lato istintivo e l’improvvisazione hanno un ruolo più incisivo. Per un power duo la componente “jam” è quasi fondamentale secondo noi.
Siete due musicisti di Catania. Che rapporto avete con la città? E cosa pensate in merito alle opportunità che offre dal punto di vista musicale e culturale?
Abbiamo formato il duo un anno fa e ci è capitato di suonare dal vivo davvero tanto a Catania. Dal punto di vista musicale, la città secondo noi è parecchio viva e per alcuni aspetti non ha nulla da invidiare ad altre città italiane. Crediamo manchi un po’ l’attenzione verso la musica emergente e la coesione tra gli artisti/musicisti catanesi. Opportunità ce ne sono tante, ma sono possibilmente “nascoste” o non valorizzate.
Da qualche mese inoltre abbiamo iniziato una collaborazione che sa tanto di amicizia e stima reciproca con Alessandro Di Paola di Dad Gad e con Raimondo Ferraro di AutoReverse, che ci stanno supportando nell’organizzazione e nella crescita del nostro progetto anche oltre i confini etnei.

La vostra musica risente molto del blues-rock americano. C’è qualche artista in particolare a cui fate riferimento?
Nessuno in particolare. Amiamo tutto il blues e il blues-rock americano: da quello antico e rurale a quello moderno contaminato. I ritmi e lo stile chitarristico tipico del delta blues, per esempio, sono sicuramente un’enorme fonte d’ispirazione. Tuttavia cerchiamo sempre di non legarci a qualcosa in particolare e di essere noi stessi.
“Start” è stato il primo Ep dei Basse Frequenze uscito ad Ottobre 2014. Avete già in cantiere altro materiale per un album?
 “Start” per noi è sicuramente un primo lavoro del quale siamo soddisfatti. Ci ha permesso di sperimentare e ci ha messo alla prova. Adesso abbiamo tanto materiale nuovo che in parte suoniamo già dal vivo. Pensiamo di prenderci del tempo per assemblare le idee ed entrare in studio registrando un album più curato nei dettagli e nelle sfumature.
Fabrizio De Angelis
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