Speciale Sanremo: Kaligola
Continua lo Speciale Sanremo! Oggi abbiamo con noi la più giovane delle Nuove Proposte del Festival, il rapper Kaligola.
Nonostante la sua giovane età porta a Sanremo un brano impegnato, che racconta una storia molto particolare, a tratti dolorosa, e di cui ha anche curato le immagini per il video.
Ci racconti del momento in cui ti hanno comunicato la tua partecipazione a Sanremo? 
L’organizzazione di Sanremo aveva chiesto a tutti i finalisti di collegarsi al proprio account Sky per un’eventuale chiamata. Quando ho visto Carlo Conti sul video, che inizialmente mi domandava se secondo me ero stato preso, ho avuto un momento di panico. Quando ho chiuso la chiamata, ho saltato per la gioia.
Sei il più giovane partecipante al Festival. La consideri una responsabilità nei confronti della tua generazione?
La responsabilità eventualmente è solo mia!
Oggi i rapper sono visti come i nuovi cantautori. Che ne pensi?
Dunque, non sono cantautori nel senso classico, come li si intende normalmente in Italia (De Gregori, Dalla, etc..) ma sicuramente sono espressione di un nuovo modo di essere cantautori (i rapper scrivono sempre quantomeno i loro testi). Quindi l’espressione “cantautore” non è sbagliata.
Il tuo brano sanremese, Oltre il giardino, racconta una storia di emarginazione; ce ne parli?
Più che una storia di emarginazione, è la storia di una persona che smette di comportarsi come le persone “normali”: sembra un barbone, si aggira tutto il giorno nei giardini comunali, e fa di tutto per rendere lieve la sua vita, ma fa questo per sopportare la perdita di un figlio. Le persone intorno a lui non vogliono vedere “oltre il giardino” oltre l’apparenza di quel sorriso.
Pensi che alla gente non importi più il vissuto di ognuno di noi?
Non tutti sono sensibili. Le persone hanno molte paure.
Ti sei occupato anche della realizzazione del video del brano?
Sì, a zero budget! Di solito coinvolgo gli amici, le persone che conosco.
Ci parli del tuo nuovo album?
Contiene 11 canzoni, porta il titolo della canzone sanremese, ed è un lavoro di cui vado molto orgoglioso. Sono riuscito infatti anche a realizzare la copertina e il booklet che trasmette per immagini i testi delle mie canzoni. Alcuni brani sono ironici, altri sono a sfondo sociale, sono piccole storie sulle debolezze umane, sui problemi della mia generazione, sul tentativo di non essere conformisti. L’argomento che ritorna spesso in tutti brani è il rifiuto dell’omologazione.
Ecco il suo brano!
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Egle Taccia
 

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