Un po’ di tempo fa nella mia casella di posta urbaniana ricevevo l’annuncio dell’uscita del nuovo  singolo dei Blastema, I Morti, e mi preparavo ad ascoltarlo con la stessa curiosità con cui si scarta un regalo di Natale. Già al primo ascolto rimanevo conquistata. A dire il vero la band mi aveva convinta già dalla partecipazione a Sanremo nel 2013; una ventata d’aria fresca in mezzo alla solita musica italiana, ma questo singolo aveva dei suoni così perfettamente calibrati ed un testo di così immediata lettura, da renderlo impossibile da dimenticare.
Non li avevo ascoltati mai dal vivo…almeno fino a ieri.
I Blastema ti trascinano nel loro mondo in maniera immediata e chiacchierando con loro riesce difficile credere di avere di fronte gli stessi ragazzi che hanno calcato i più importanti palchi della scena rock italiana e che addirittura ne hanno condiviso alcuni con gli Skunk Anansie.

DA PAURA! Potrei scrivere solo quelle due paroline e basterebbero per descrivervi il loro concerto, ma so che volete i dettagli!
Questo tour precede l’uscita dell’album prevista per la prossima primavera e di conseguenza, durante il live, non può certo mancare qualche anticipazione del nuovo disco; tra queste ieri sera ho ascoltato una canzone di quelle che non si scordano più, proprio per questo sono estremamente sicura che presto ci consegneranno un album maturo e convincente.
Loro dicono di voler aprire un varco ad un certo tipo di musica qui in Italia e sono sicura che ce la faranno.
Il live procede, Matteo ha una gran voce, ma anche una fortissima presenza scenica. I musicisti, sono a dir poco potentissimi. Il pubblico entusiasta, canta ogni singolo brano e davanti ai pezzi nuovi si scatena in un apprezzamento immediato. Quasi non mi sono accorta del trascorrere del tempo, a riprova che quando la buona musica ci trascina, perdiamo ogni tipo di contatto con la realtà.
 
Ultimamente ho sentito molti pezzi rock durissimi, ma privi di melodie originali; solo cariche di batterie, chitarre e sintetizzatori, ma niente di paragonabile a quello che accade fuori dal nostro Paese. Invece i Blastema fanno ben sperare; le melodie funzionano e sopravvivono ad arrangiamenti spesso estremi e c’è un lavoro di produzione incredibile su ogni brano!
 
Una critica la vorrei fare, non a loro che sono bravissimi, ma ad un certo ambiente musicale italiano. Com’è possibile non essere martellati in radio da questo gruppo e sentire invece dei surrogati di rock? Il rock non è riarrangiare pezzi di altri e portarli in tour nei palazzetti, il vero rock viaggia sui furgoni, si imbarca in viaggi impossibili da Catania a Bologna, partendo nel cuore della notte per poter essere puntuale all’appuntamento successivo, dove arriva sempre con un sorriso stampato in faccia e tanta voglia di farsi ascoltare.
Vi lascio con la frase più significativa del singolo e con il loro video, in cui potrete ammirarli in tutto il loro splendore.
“Muoiono belle e giovani le rockstar, nel vomito”.
 
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Egle Taccia
 
 
 
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