Nella mia affannosa ricerca di nuovi talenti italiani, mi sono imbattuta nel Prof. Plum e nel suo ultimo lavoro Governo Tecnico. Chi è il Prof. Plum? Una band che proviene dal freddo nord e che, da una cantina nei pressi di Cantù, sta cominciando a sgomitare nel difficilissimo mondo della musica. L’obiettivo della band è di girare presto l’Italia, farsi conoscere e riuscire a conquistare i vostri cuori con le sue sonorità Spread Rock!
Ci raccontate la vostra storia?
La nostra storia comincia come quella di molti altri gruppi: quando l’esigenza di tirar fuori quello che si ha dentro diventa molto forte, bisogna trovare il canale giusto per portarla fuori; per noi questo canale era indubbiamente quello musicale. Il Prof. Plum nasce ufficialmente nel 2010, quando Alessio Bianchi (batteria), Andrea Ubbizzoni (chitarra e voce) e Francesco Nava (basso e voce) decidono di fondere le proprie individuali e diverse esperienze musicali passate, in un unico nuovo modo di esprimerle.
La necessità di sopravvivere alla grottesca realtà di questo tempo, guida mente e braccia del gruppo fin da subito: lo scopo del Prof. Plum è opporre resistenza reagendo in modo istintivo e diretto, ma sempre con la medesima rabbia, spietatamente disincantata e carica di caustica ironia.
Nei mesi successivi alle prime uscite live, avvertendo l’esigenza di un ulteriore passo in avanti, il Prof. Plum si completa con  l’ingresso di Elia Bianchi (chitarra e voce) che ne muta l’assetto.
Come definireste la vostra musica?
La nostra musica è come detto la summa dei nostri diversi gusti musicali e delle esperienze personali di ognuno, il tutto legato stretto ad un filo conduttore davvero forte che sono in primis i testi – rigorosamente in italiano- che raccontano la realtà che ci circonda e che troppo spesso ci va stretta!
Tempo fa avevamo coniato il termine “spread-rock” –in un periodo in cui la parola spread sembrava essere la ragione ultima di vita e la prima causa di tutti i mali italiani- una specie inventata di rock alternativo/post – grunge (per “spread” in inglese si intende esplosivo, che si propaga, deflagra, si diffonde aprendosi).
Con l’album Governo Tecnico le nostre sonorità sono leggermente cambiate, alternando brani molto veloci e diretti a canzoni più introspettive e acustiche, in cui fa l’ingresso anche l’armonica.
“Governo Tecnico” è il vostro nuovo album, come lo presentereste?
Governo Tecnico è il nostro secondo album.
Nel 2012 infatti era arrivato il momento, per il Prof. Plum, di dare finalmente corpo alle sue idee, decidendo  così di entrare in studio per realizzare il primo disco; ed è proprio per sottolineare la nostra indipendenza  rispetto ad un determinato genere musicale, che abbiamo scelto di intitolarlo A CIASCUNO IL SUO.
L’album esce il 1° marzo 2013. Una settimana dopo entra in rotazione radiofonica il primo singolo, LE STREGHE, seguito due mesi dopo  da UOMINI CHE CADONO.
Dopo un periodo molto ricco di spunti e idee, a dicembre 2013, siamo rientrati di nuovo in studio di registrazione. Il risultato di questo intenso lavoro è stato presentato ufficialmente il 1° maggio 2014: un doppio cd contenente 20 pezzi dal titolo GOVERNO TECNICO.
Il nuovo disco è in distribuzione anche per il mercato digitale dal 4 maggio 2014.
Si divide in due cd: “Larghe intese” e “Magre figure”. Giocate sulle contrapposizioni…
Sì, ci piacciono molto le contrapposizioni e le contraddizioni, dato che le nostre stesse vite ne sono piene.
Ci piaceva l’idea di dare un nome anche a ciascuno dei due cd: le Larghe Intese sono uno degli aspetti più spassosi (ironico) di un Governo tecnico, intese e amicizie sulla carta o sulla base di accordi politici che però portano quasi inevitabilmente a Magre Figure.
Ma le ‘contraddizioni’ non si fermano ai nomi. Come detto infatti in questo secondo album ci sono brani che ad un primo ascolto, o ad un orecchio poco attento potrebbero sembrare distanti anni luce. In realtà vi sono alcuni elementi che si ritrovano ovunque lungo tutto l’ascolto di Governo Tecnico, che sono l’attenzione ai testi e il suono degli arrangiamenti musicali che traspirano sia sotto i brani più veloci e ‘punk’ che sotto quelli lenti, sotto le ballate, sotto le armoniche.
“Gli infallibili” è stato il primo singolo estratto dall’album, di cosa parla il brano?
 “Gli infallibili” grida l’importanza del coraggio di rinnovarsi e mettersi in discussione, per non frenare, non pietrificare l’evoluzione dell’individuo e della società intera, in nome di un’inutile coerenza – “la coerenza il più delle volte è paura di cambiare idea” – a una presa di posizione apparentemente rassicurante, ma in realtà solo pesante per chi spaventato sprofonda intrappolato nel nulla.
Potete anticiparci quale sarà il prossimo singolo?
Abbiamo un paio di idee che stiamo valutando. Certamente una tra le migliori canzoni, adatta anche e soprattutto a diventare un singolo, è “L’elogio del cattivo gusto”.
Sia il testo che la musica sono molto diretti, ironici e cattivi al punto giusto, a differenza forse de “Gli infallibili” che al contrario è volutamente più personale.
Al momento però non possiamo svelarvi molto di più essendo tutto in fase ancora embrionale!
Dove potremo ascoltarvi prossimamente?
Dopo un’estate prodiga di pioggia e avara quindi di concerti all’ aperto, vorremmo concentrarci molto sui concerti nei locali. Al momento abbiamo alcuni contatti con quelli del nostro territorio (Cantù- Mariano-Seregno) ma ci stiamo muovendo per allargare il nostro campo d’azione, il che nello specifico vuol dire cominciare, si spera a breve, una collaborazione con un’agenzia di booking con la quale stiamo muovendo i primi passi (per questo non possiamo/vogliamo dirvi né il nome né altro).
Certo è che non faremo l’errore di accavallare troppi concerti nei “soliti” locali dai quali si finisce troppo spesso per uscirne più stanchi che altro: puntiamo al contrario sulla qualità dei pochi con i quali siamo in contatto, piuttosto che sulla quantità!
Sicuramente prestissimo avremo modo di ascoltarli live nelle nostre città, quindi cercate di non farvi trovare impreparati!
Egle Taccia
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