“In Cile Veritas” (Universal Music) è il nuovo album di Lorenzo Cilembrini, in arte Il Cile, uscito il 2 settembre scorso ed anticipato dal singolo “Sapevi di me”; dieci tracce in cui Il Cile, con la sua voce inconfondibile, parla di amori finiti e della voglia di ricominciare.
Rabbia, amore, sballo e riflessione, sono i temi principali della musica del Cile, artista aretino, che si è fatto notare ai più grazie alla sua partecipazione a Sanremo 2013. Le storie narrate nell’album hanno spesso una forte gradazione alcolica e non vanno mai a finire bene, ma rappresentano alla perfezione la generazione dei 20-30enni, sempre in bilico tra serate storte e storie da dimenticare. Il Cile viene dalla gavetta, ha evitato la facile scorciatoia dei talent e si è fatto conoscere, concerto dopo concerto, nel difficile mondo della musica. Quello che vi presento oggi è un lavoro maturo, ben arrangiato e musicalmente forte, i testi arrivano diretti ed è impossibile non riconoscersi nei brani.
Voglio riportarvi le parole che Lorenzo ha usato per presentare l’album:
«Ho scelto il titolo “In Cile veritas” perché è sempre stata la musica a permettermi di tirare fuori quelle sensazioni, quelle melodie e quelle liriche che per natura tengo chiuse nel mio profondo, troppo spesso attraversato da tempeste e nubi minacciose. In questo album ho navigato alla ricerca del sole, guardandomi attorno come sempre e scorgendo tanti ragazzi e ragazze come me che oscillano tra lacrime di gioia e malinconia, che a volte alzano il gomito per non abbassare la testa dinnanzi a un mondo sempre più privo di certezze, che cercano amore che possa regalargli un porto quasi sicuro; e quando lo perdono si trovano da soli a remare, ma continuano, perché all’orizzonte quel sole non si scorge ma lo si immagina: “In Cile veritas” è un brindisi alla vita. A volte per sorridere, altre per dimenticare».
Vi anticipo subito che il disco mi è piaciuto molto, al primo ascolto entrano in testa “Sapevi di me” e “Parlano di te”, ma dopo i successivi ascolti vengono fuori tutte le altre tracce; impossibile non impararle a memoria!
Andiamo ad ascoltare insieme l’album:
“Sapevi di me”: come anticipato è il pezzo bomba, che sicuramente segnerà gran parte del successo dell’album. Inizia piano, ma poi parte con un testo che non esce più dalla testa; parla dei ricordi di una storia finita, quasi una chiacchierata a senso unico con la persona amata, ormai lontana. Voto 10!
“Ascoltando i tuoi passi”: brano che va avanti tranquillo, molto malinconico, parla di due anime sole e tormentate, che si incontrano in una notte d’inverno.
“Liberi di vivere”: è una ballad, che racconta le difficoltà dei giovani d’oggi.
“L’amore è un suicidio”: altro pezzo forte del disco, trascinante e molto ironico! La frase chiave è sicuramente questa: “da quando non ci sei / il mio amico Jack mi sta vicino tutte le sere / di cognome fa Daniele / e mi parla da un bicchiere”.
“Parlano di te”: la mia preferita! Lei se n’è andata e a lui non resta altro che vivere i ricordi e dimenticare il dolore, nonostante tutto parli di lei. Ballad bellissima! Anche qui, voto 10!
“Baron Samedi”: brano elettronico, quasi psichedelico. Chi è Baron Samedi? Per la cultura voodoo è un traghettatore di morti, per Il Cile è una donna capricciosa che, grazie al suo fascino, alimenta le ansie e le insicurezze degli uomini che incontra.
“Sole Cuore Alta Gradazione”: Altro pezzo top dell’album! Una sorta di presa in giro dei tormentoni estivi, che rischia di diventarlo a sua volta. Brano coinvolgente e decisamente molto estivo; neanche a dirlo, ad alto tasso alcolico!
“Maryjane”: ricordi di una donna, delle notti passate insieme, di progetti strampalati…chissà dov’è adesso?
“Vorrei chiederti”: brano dolce, torni a casa e pensi a una donna, non per forza un’amante, un fascino misterioso a cui vorresti domandare dei suoi progetti, di come vive in mezzo agli squali che si incontrano ogni giorno, in una Milano triste e desolata.
“Un’altra aurora”: La speranza alla fine dell’album. Perchè in fondo alla fine del buio, arriva sempre un’altra aurora a cui aprirsi!
Egle Taccia
 
 
 
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