Qualche giorno fa, il 13 Maggio, la produzione di Urbanweek ha deciso di spedirmi come inviata-spia al concerto di Laura Pausini, al Teatro Antico di Taormina. Mentre ero in viaggio per una delle città più glamour della Sicilia, pensavo che quello che veramente volevo scoprire da questo concerto, era come facesse l’interprete romagnola ad avere questa schiera infinita di fan in tutto il mondo. Ha debuttato vincendo il Festival di Sanremo del 1993 con il brano “La solitudine” e l’anno successivo ha vinto nella sezione big con il brano “Strani amori”; da quel momento la sua strada è stata sempre in discesa! Ha vinto praticamente di tutto, hanno scritto per lei artisti del calibro di Phil Collins, ha suonato in tutto il mondo, ha duettato con i più grandi della musica mondiale, è addirittura Commendatore della Repubblica Italiana, è stata la prima donna ad esibirsi allo stadio di San Siro! Come si fa? Questa martellante domanda mi ha accompagnata per tutto il concerto.

A Taormina la nostra Laura nazionale festeggiava non solo i suoi 20 anni di carriera, ma anche il suo quarantesimo anno d’età! Ci ha regalato più di una data siciliana, forse per farsi perdonare il fatto di non aver suonato mai prima d’ora al Teatro Antico di Taormina. Vi confesso che ho trascorso il tempo precedente l’inizio del concerto a chiedere ai fan presenti cosa li avesse legati così tanto alla carriera della Pausini. Ho capito che Laura rappresenta tutti quelli che hanno sofferto per amore, i romanticoni d’Italia, i lasciati, i divorziati, quelli che nonostante le batoste ricevute credono ancora nell’amore.

Inizia il concerto e lei arriva avvolta in una tuta nera con degli strass. Come una regina viene immediatamente acclamata dal Teatro, ma non è solo un concerto, Laura si è raccontata per tutta la sera ed è proprio di questo che vi voglio parlare, perchè in fondo parlare della scaletta mi sembra proprio riduttivo. Devo ammettere che mi sarei aspettata di essere stupita con effetti speciali, ma il concerto dal punto di vista scenografico mi è apparso essenziale. Tutto si giocava sulla figura della Pausini. Ammetto di essere rimasta stupita dalla forte presenza maschile, che non era lì solo per accompagnare le proprie donne, come mi sarei aspettata. Laura Pausini ha quasi subito esordito dicendo: “Volevo fare la cantante di piano-bar, m’è proprio andata di c**o!”. La voce inconfondibile, accompagnata dalla band, dall’orchestra e dai suoi ballerini, risultava anche amplificata da un bel coro, da cui risaltava la calda e stupenda voce di Monica Hill.

Vedendo il modo di rapportarsi coi fan ho trovato la risposta al perchè del suo grande successo! Lei per loro è rimasta la ragazza della porta accanto che ha esordito a Sanremo. Si capiva subito che tra il pubblico riconosceva persone che l’hanno sempre seguita e a cui ha dato modo di avvicinarla negli anni. Ma è stato veramente esilarante il momento del concerto in cui, accortasi che due persone nelle prime file invece di seguirla chiacchieravano tra loro infischiandosene completamente di lei, ha stoppato tutto ed ha detto: “Ehi voi due! Vi hanno regalato i biglietti per stasera eh? Magari non ve ne importa un accidenti della mia musica! Ok! Ne prendo atto, ma proverò a fare qualcosa anche per voi. In fondo se sono sul palco da così tanto, qualche qualità la devo pure avere? Vi prego ca**temi!”. Devo ammettere, però, che la parte finale del concerto mi è sembrata un po’ calante. Forse c’era troppo miele per i miei gusti! Divertente è stato anche il commento alle sue delusioni d’amore: “Ho messo tante virgole dove avrei dovuto mettere un punto!”.

Spero che, nonostante la mia anima rock, sia riuscita a raccontarvi per il meglio questo mega evento, che è stato trasmesso anche dalla Rai, nella serata in cui per festeggiarla sono arrivati moltissimi ospiti dal mondo dello spettacolo! Niente da invidiare al Festivalbar!

Al prossimo concerto, amici!

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