Ciao amici!

La nostra rassegna sanremese continua con un nuovo ospite: Zibba! In gara tra le nuove proposte, anche se già famosissimo con gli Almalibre. Cosa posso dirvi su di lui? Ha suonato sul palco del Primo maggio di Roma; ha interpretato il brano “Margherita” insieme a Tonino Carotone; ha all’attivo collaborazioni importanti con Federico Zampaglione dei Tiromancino e Bunna degli Africa Unite; nei suoi dischi sono presenti ospiti come Roy Paci ed Eugenio Finardi. E’ anche compositore di musiche per il teatro, scrittore e attore. Potrei stare ore a raccontarvi la sua carriera, ma preferisco farvi leggere quello che mi ha raccontato nella nostra recente chiacchierata!

Parlaci delle tue origini musicali

Sono nato in una famiglia che ama la musica, e questo è bastato a far sì che io abbia potuto scegliere questa strada. Ho iniziato da giovanissimo, primi concerti a quindici anni, con una band della mia zona che suonava il blues di Muddy Waters. Alla fine degli anni novanta ho conosciuto Andrea Balestrieri (batterista degli Amalibre) e da allora ci crediamo insieme. Sempre.

A chi ti ispiri?

A nessuno in particolare, ma provo ad imparare dai grandi. Sono cresciuto ascoltando il Jazz e la musica di Marley. Con il folk di Van Morrison e la libertà musicale di Tom Waits. Mi hanno insegnato molto attraverso le loro storie e quando devo pensare alla musica penso a loro,a quelli che mi hanno sconvolto la vita, cambiato il modo di sentire, allenato alla meraviglia e dato la forza di credere in questa passione e in questo lavoro.

Hai numerose collaborazioni alle spalle, hai partecipato a grosse manifestazioni, una tra tutte il concerto del primo maggio, ed hai vinto numerosi premi. Qual è stata l’emozione più grande?

Diventare papà in questi giorni. La musica mi regala emozioni continue, enormi e meravigliose. Ho la grande fortuna di fare il lavoro che mi piace, di aver portato la mia vita e una mia passione ad essere una cosa sola. Ricordo con piacere immenso il momento in cui ho vinto la Targa Tenco ad esempio, ma devo dire che ogni concerto, ogni parola, ogni viaggio mi lascia qualcosa da tenermi stretto. La musica mi dà la serenità di poter essere sempre me stesso. Questa è l’emozione più grande, dopo quella di essere padre.

Hai scritto una canzone per il vincitore di X Factor, Michele Bravi, insieme a Tiziano Ferro. Cosa pensi dei Talent?

I talent sono uno specchio del momento musicale attuale, utili forse anche al mantenimento delle discografie e in qualche modo pane per un certo pubblico. Non sempre chi vive quell’esperienza ha fatto il mio stesso percorso, e giudico gli artisti dei talent in modo diverso da quelli che hanno vissuto una strada più simile alla mia. Ci sono differenze, ma questo non vuol dire che qualcuno sia meglio o peggio. Si può partire anche da un talent e poi fare una strada dignitosa. La variabile è sempre il talento.

Ci sorprende trovarti tra le nuove proposte del Festival, visto che hai una grande carriera alle spalle con gli Almalibre. Saliranno con te sul palco dell’Ariston?

Ci saranno soltanto due di loro purtroppo.Il Festival ha le sue regole. Ma saremo lì, insieme e vicini a rappresentare ogni chilometro fatto insieme. La nostra lunga carriera è fatta di tanti palchi, alcuni dei quali piccolissimi, dove abbiamo imparato molto. E il nostro futuro ci vede ancora lì, su di un furgone a cercare il prossimo camerino, la prossima platea. Facciamo il lavoro più bello che possa esistere, questa grande opportunità la stiamo vivendo con molta serenità e forza.

Come nasce la decisione di partecipare al Festival?

Dal bisogno di fare sempre un passo in avanti per dare l’opportunità al progetto di crescere in ogni suo aspetto. Vetrina importante, si dice. Per noi, per il nostro percorso, è una tappa abbastanza importante per ripartire di nuovo. Ogni volta con qualcosa in più in tasca, un’esperienza nuova.

Parlaci del tuo brano sanremese “ Senza di te”.

Mi picchiava in testa questo ritornello la mattina in cui uscendo di casa mi sono trovato a pensare che sarei diventato padre a breve, e che la mia compagna forse avrebbe avuto bisogno di sentirsi ripetere che ci sono. Che sono qui. Perchè questo lavoro ci porta distanti da casa, a fare a volte una vita un po’ sregolata mentre a fare i conti con la quotidianità ci resta chi sta a casa. Ho voluto fortemente partecipare con questo brano per avere la possiblità di dire queste cose a lei e a chi avrà voglia di ritrovarsi nelle mie parole.

Cosa farà Zibba subito dopo Sanremo?

Partirà con un tour lungo tutta l’estate insieme agli Almalibre, cercherà di finire il suo romanzo e si dedicherà allo scrivere. Il tutto cercando di essere il padre migliore possibile. Senza pensare all’estate…

Ringraziamo Zibba per averci regalato quest’intervista e ci auguriamo di vederlo presto negli studi di Urbanweek! Ovviamente non può mancare un grandissimo in bocca al lupo per Sanremo!!

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